Ben ritrovati viaggiatori!
Quello di oggi è un proseguimento dello studio che avevo fatto per l’episodio cinque di “Love & War”, un videogioco che sto mostrando sul mio canale Youtube: i suoi due protagonisti sono tratti dalla mitologia Norrena, e sono Brunhilde e Njordr. Ho parlato di loro, ma non ero completamente soddisfatta della ricerca, mi sembrava che mancassero dei piccoli passaggi, e dunque mi sono documentata ulteriormente, per poterne scrivere qui sul blog.
Partiamo con Brunhilde. Questo nome è piuttosto famoso, o quanto meno conosciuto: chiunque, almeno una volta nella vita, ha sentito questo nome in un film, in un libro, in una citazione, da qualsiasi parte. Persino Tarantino, nel suo film “Django”, parla di questa figura e della sua storia. Si tratta di una figura molto famosa nell’Edda, importante poema islandese, e anche all’interno di un’epica chiamata “La canzone dei Nibelunghi”; da questa epica Richard Wagner ha creato la sua grandiosa opera “L’anello dei Nibelunghi”, dove la figura di Brunhilde appare nella seconda e terza “giornata”.
Le due versione, l’islandese e la norrena, si assomigliano molto per quanto riguarda lo svolgimento dei fatti, e cambia l’impostazione iniziale.
Nell’Edda, Brunhilde era una fiera Valchiria, divinità minori femminili che servivano Odino a cavallo di feroci lupi che andavano a caccia dei cadaveri dei guerrieri morti in battaglia (l’arte moderna gli ha fatto cambiare cavalcatura, montando splendidi cavalli alati); tuttavia, poiché aveva disobbedito al padre degli dei, la giovane fu condannata ad addormentarsi e, nel momento del risveglio, ad innamorarsi del primo uomo che avrebbe visto. Una volta addormentata in cima alla montagna, attorno a lei si sollevò una muraglia di fuoco, praticamente impossibile da superare.
Tuttavia Sigfrido, valente eroe, riesce a superare il muro i fuoco ed a svegliarla con un bacio, e i due si fidanzano; tuttavia il giovane deve proseguire il suo viaggio e la lascia, con la promessa di tornare. Purtroppo, a causa di una pozione magica, Sigfrido perde la memoria e si sposa con un’altra donna, Crimilde, dimenticando la Valchiria. Nel frattempo, il fratello di Crimilde, Gunter, s’innamora di Brunhilde, e chiede aiuto al valente Sigfrido, il quale assume le sembianze del cognato e riesce ad ottenere la mano della Valchiria.
Nella canzone dei Nibelunghi, invece, Brunhilde è la regina d’Islanda, di cui Gunter, il re dei Burgundi, è perdutamente innamorato; tuttavia la donna accetterà di sposare l’uomo che riuscirà a raggiungere con un balzo un masso da lei scagliato, e poi a batterla in duello; il re dei Burgundi allora chiede aiuto al grande eroe Sigfrido, e questo accetta in cambio del matrimonio con la sorella di Gunter, Crimilde.
Il valente eroe, grazie al cappuccio dell’invisibilità, dono datogli dagli dei, riesce ad assumere le sembianze del re dei Burgundi ed a battere la regina, obbligandola così a sposarsi.
E dunque, con il doppio matrimonio, le due storie si uniscono insieme. Purtroppo verso la tragedia, dato che Brunhilde viene a scoprire l’inganno: infatti la sposa di Sigfrido, Crimilde, un giorno si presenta alla cognata con addosso una cintura e un anello che appartenevano originariamente alla Valchiria. Quando questa li riconosce, arrivando addirittura a litigare con la sorella del suo sposo Gunter, capisce di essere stata ingannata due volte dall’uomo che amava, e pertanto decide di farlo uccidere. Nella storia dei Nibelunghi chiede ad Hagen, un fidato vassallo del suo sposo, di compiere l’omicidio.
A questo punto, nel racconto dei Nibelunghi non viene più menzionata la regina d’Islanda, ma sappiamo dall’Edda che, quando si rende conto che il suo amato è morto, in preda al dolore e ai sensi di colpa, la donna si getta sulla pira funeraria dell’eroe, e muore bruciando assieme a lui.
L’anello dei Nibelunghi di Wagner segue molto di entrambe le leggende, e cambia solo dei piccoli dettagli: Hagen non è più solo un vassallo, ma è anche il fratellastro di Gunter, ed assieme i due danno la pozione magica a Sigfrido. Sarà sempre il malvagio Hagen a pianificare la morte dell’eroe, desideroso di strappargli di dosso l’anello, il grande tesoro ambito da tutti e protagonista assieme agl’atri di tutta la grande tragedia.
E Njordr?
Beh, la sua storia forse non è altrettanto epica e drammatica, ma è altrettanto interessante: si tratta di una divinità marina, appartenente alla stirpe dei Vanir, che fu anche ostaggio di guerra e poi ospite della stirpe degli Aesir, con cui la sua stirpe era in conflitto, prima di sancire la pace. Si dice che Njordr tornerà tra i Vanir quando avverrà il Ragnarok. Aveva un rapporto incestuoso con la sorella (di cui però non sappiamo il nome), da cui avrà Freyr e Freyja (dea dell’amore, della seduzione, della fertilità).
Si conosce questa divinità dalla storia del suo matrimonio con Skadi. Quest’ultima era una gigantessa, ed aveva perso il padre a causa del dio Loki, e in cerca di vendetta aveva accettato, da parte degli Aesir, il matrimonio; la gigantessa aveva diversi candidati, ma poteva vederne solo i piedi, e dunque scelse colui che aveva i piedi più belli, credendo che fosse il dio Baldr, il più bello fra tutti. Invece si ritrovò con la divinità marina, lei che aveva sempre abitato fra le montagne.
Fu un matrimonio breve, e per certo versi “scomodo” per i due sposi: siccome nessuno dei due voleva rinunciare alla propria casa, decisero che avrebbero dormito per notti alterne nella dimora del partner. Skadi viveva su una casa in mezzo alle montagne innevate, dove amava cacciare con l’arco, e Njordr non poteva sopportare l’ululare dei lupi che disturbava il suo sonno la notte. Da parte sua, il dio ovviamente viveva sul mare, in un posto chiamato Noatun (il posto delle barche), una specie di porto sulla spiaggia, e la gigantessa odiava il frastornante suono dei gabbiani. Così, di comune accordo, decisero di lasciarsi.
Purtroppo questo è il poco che sappiamo su questa divinità marina, benché il suo culto fosse piuttosto importante nelle comunità norrene, e addirittura c’era un’isola norvegese interamente consacrata a lui, visto che tra i suoi nomi c’era anche quello di “Signore delle navi”.
Per Martedì ci lasciamo qui, viaggiatori. Come sempre v’invito a lasciarmi un commento e a venirmi a trovare su Youtube e Twitter.
Ci vediamo Venerdì!



Sigfrido, con tutto il bene, ma te la sei proprio andata a cercare!
La storia di Sigfrido e Brunilde (Siggy e Brunny per gli amici) me la ricordavo diversa. Mi pare che lui si fosse immerso nel sangue di drago per guadagnare l’invincibilità, ma una foglia cadutagli sulla spalla gli avesse impedito di bagnarsi interamente, vanificando l’effetto e creando un punto debole nella sua ‘corazza’ – un po’ come Achille e il suo famoso tallone. Sua moglie Brunilde, evidentemente stanca della vita matrimoniale e in cerca di vedovanza, gli aveva cucito sulla camicia una X nel punto di massima vulnerabilità, e così il nemico di turno ne approfittò colpendolo proprio sulla spalla. Ricordo male?
Njordr non lo conoscevo affatto. Non solo è stato scelto come sposo solo in base al suo aspetto esteriore, ma gli è pure toccato soffrire d’insonnia a causa dei lupi. Pover’uomo, magari si doveva svegliare presto la mattina per andare a lavorare.
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Confermo il sangue di drago: prima di andare da Brunhilde, infatti, aveva affrontato un drago, con cui poi aveva ottenuto l’invincibilità, per poi venire a sapere di Brunhilde e andarla a cercare; la foglia sulla spalla è una versione, un’altra racconta che è stata Brunhilde a spargergli il sangue sul corpo, lasciando scoperta solo la schiena, visto che lui era così coraggioso che non avrebbe mai dato le spalle al nemico. Per quanto il matrimonio no, ti confermo che loro due, purtroppo, non hanno mai avuto occasione di stare insieme e di sposarsi, ed è uno dei due motivi per cui Brunhilde ha desiderato la sua morte. Da una parte Sigfrido se l’è cercata, perché gli ha mentito, dall’altra è stato sfortunato perché è stato vittima di un incantesimo che gli ha fatto perdere i ricordi.
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